Ora, io lo so benissimo che uno dei comandamenti del marketing è ripetere sempre: “Sono un gran figo e solo io sono capace di lavorare. Tutti i miei concorrenti sono dei poveri stron** incompetenti che non capiscono un ca***!!”
Ovviamente non letteralmente così, ma il concetto da far passare dovrebbe essere quello.
Io però sono poco markettaro e preferisco farmi i fattacci miei piuttosto che star lì a criticare gli altri. Come si dice, io non mi farei manco i hazzi miei, figurati se ho voglia di farmi i hazzi degli altri.
Però perdonami ma stavolta proprio non ce la faccio. Sì, sono riusciti a farmi girare gli zebedei pure a me, la persona più pacifica del mondo.
Allora diciamo che una nota società (quotata pure) che lavora nell’ambito della pianificazione fiscale propone a TUTTI i clienti una strategia di risparmio fiscale.
E fin qui mi nulla di male, se fa pianificazione fiscale quello deve fare no?
E che strategia propone?
Propone uno strumento che ti fa pagare sui prelievi dalla società invece che 100 di tasse solo 75 (in alcuni casi solo 60). In più non c’è da pagare nemmeno un euro di Inps. Mica male no?
E come si chiama questo strumento?
Si chiamano diritti d’autore, ROYALTIES per gli anglofili. Prelevando i soldi con le Royalties (anziché ad esempio con compensi amministratore) hai questi vantaggi fiscali.
Ora mi dirai: “E vabbè scusa dov’è il problema? Le Royalties e i relativi vantaggi fiscali sono previsti dalla legge no? E allora cos’hai da rompere??”
Momento, momento, ora ci arrivo.
Su cosa si possono pagare le Royalties?
Beh la norma dice che l’agevolazione spetta per aver dato in licenza “opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo industriale, commerciale o scientifico”.
Beh dai c’è da sbizzarrirsi, prova a pensare quanta “expertise” cedi alla tua società… la tua società può vivere solo grazie a quello!
Se vuoi fare un test prova ad andartene per 1 anno e staccando il telefono… vediamo quando torni cosa trovi (sempre se trovi ancora qualcosa e la società non è già FALLITA).
Bene, in questo contesto la nota società (quotata) specializzata in pianificazione fiscale cosa fa cedere in licenza alla propria azienda? Know-how? Procedure? Invenzioni? No no, niente di tutto questo.
Qualcosa di molto più vitale per la sopravvivenza dell’azienda.
Tieniti forte.
Te lo sto per rivelare.
La cosa che devi cedere in licenza alla tua società di estremo valore è….
…(rullo di tamburi)…
…un bel logo grafico da registrare come marchio! Lo metti sul sito internet, lo metti sulla tua carta intestata e sei a posto!
E’ una cosa veramente di ESTREMO VALORE con cui ti puoi far pagare migliaia di euro al mese!
Sì hai capito bene: uno sfigatissimo loghetto che non si caga nessuno vale davvero migliaia di euro al mese!!
Ma come… non ci credi che valga così tanto?
Hehe cattivone malfidente, ho previsto anche questo!
E allora ti ho preparato anche una bella perizia che dichiara che il logo vale tanti tanti ma tanti soldi!! Tanto non ci ho messo molto, la perizia è uguale per tutti, mi basta cambiare il nome dell’azienda e il logo e la perizia è pronta! 10mila euro grazie!!
Ti sembra una stronzata vero???
Infatti è una MEGA STRONZATA.
No, non le Royalties in sé, il concetto è corretto, ma su COSA le fanno calcolare.
E tutti, ma dico tutti, quelli che arrivano da me dopo essere passati dai signori quotati hanno questo cacchio di loghetto registrato come marchio e mi chiedono cosa fare.
La mia risposta purtroppo è sempre quella: “Per quanto mi riguarda quella perizia la puoi buttare nel cesso. Mi dispiace che ti sei fatto inc***** con ‘sta cosa, ma non posso fartela usare. Ma scusa se il marchio l’avessi registrato io, tu ti daresti quei soldi al mese?”
Ovviamente la risposta dell’imprenditore è sempre “No, col cavolo!”.
E quindi io ribatto: “E allora lo capisci da te che la cosa non sta in piedi… tranquillo usiamo altri strumenti per risparmiare le tasse, al risultato ci arriviamo lo stesso e probabilmente anche di più, ma almeno è una cosa che sta in piedi”.
Sinceramente non mi spiego come mai spingano così tanto su uno strumento del genere usato in questo modo!
Anzi in realtà me lo spiego: è una cosa molto standard e veloce da mettere in piedi e ad altissimo margine!
Chiedono al cliente 10k per una registrazione di un marchio e una perizia fotocopiata cambiando solo logo e dati dell’azienda.
Semplice e facile da vendere.
Non a caso sono quotati in borsa e fanno milioni di euro vendendo ‘sta roba con un reparto commerciale iperaggressivo.
Ma questa è una cosa funzionale al loro business, non al tuo.
In caso di controllo non so un pagliacciata del genere quanto regga.
Perché altrimenti a ‘sto punto se l’unica speranza è che non vengano a controllare fatti un bel bonifico dalla società con dicitura “Prelievo a caso” e in contabilità lo registri in un conto appositamente creato “Costi ad minchiam” che ti scarichi e sei a posto!
Se vengono a controllare ti danno la multa ma almeno hai risparmiato i soldi per la perizia farlocca!
Capito quindi come NON vanno usate le Royalties? Mi raccomando!!
Se invece vuoi imparare come usare correttamente le Royalties e tutti gli altri strumenti di pianificazione fiscale, vieni a fare un giretto a Tax Smart l’8 e il 9 giugno.
Puoi arrivare fino a dimezzare il carico delle tasse.
Per info e per iscriverti, clicca su questo link:
https://taxsmart.it/evento/
Studiare è l’unico modo per difendersi da questo tipo di “fregature fiscali”.
Dottore Commercialista
Fondatore di Numerium: Numeri e tasse spiegati in modo semplice