Concordato Preventivo Biennale: una cag*** pazzesca!

 

In Italia l’evasione fiscale è un fenomeno diffuso. Lo sappiamo tutti.

E a parte forse qualche integralista puritano, l’abbiamo tutti vissuta direttamente.

Magari come imprenditori, incassando in contanti e “dimenticando” di emettere uno scontrino o una fattura.

Magari come consumatori, quando chiediamo lo sconto al meccanico o all’idraulico (“tanto non mi serve la fattura”) o magari quando paghiamo la baby-sitter o la signora delle pulizie di casa.

Secondo le stime il “nero” ammonta a più del 10% del PIL. Qualcosa come 200 miliardi di euro all’anno circa.

E questa è una media nazionale di tutti i settori. I settori a contatto diretto con i consumatori hanno una percentuale di evasione molta più alta come i servizi alla persona (34%), il commercio (20%), l’edilizia (18%).

Un bel problema per lo Stato che su tutto quel nero perde circa 100 miliardi di euro tra tasse e contributi. Mica bruscolini.

Il problema in Italia è endemico a causa delle moltissime piccole imprese.

E lo Stato per contrastare l’evasione che fa? Se ne sta a guardare senza fare nulla? Ma nemmeno per idea! Si mette a fare controlli sul campo!!

Peccato che le partite Iva in Italia sono quasi 4 milioni e i controlli sul campo (gli unici che possono “sgamare” il nero) che lo Stato riesce a fare si attestano su circa 70.000. Cioè meno del 2%. Si viene controllati una volta ogni 50 ANNI. Uno potrebbe passare l’intera vita senza mai subire un controllo fiscale e continuare a fare nero alla facciazza dell’Agenzia delle Entrate.

E allora che si può fare se i controlli sul campo non bastano? Beh ma esiste la statistica e le grandi banche dati informatiche!

Infatti già a partire dagli anni ’90 sono stati inventati gli STUDI DI SETTORE, ovvero delle medie statistiche che sulla base dell’andamento medio del settore e in base ai dati specifici dell’attività (personale, macchinari, costi ecc.) stimano il fatturato che lo Stato si aspetta.

Se raggiungi il fatturato stimato, sei un contribuente modello.

E se invece non lo raggiungi? Sei un brutto cattivone evasore! E se non dimostri perché non raggiungi il fatturato stimato dagli Studi di Settore, ti arriva un bel accertamento automatico!

Il sistema è “figo” per lo Stato perché con la statistica ha risolto.

Per i contribuenti un po’ meno direi. D’altra parte sono come la media di Trilussa: se Tizio mangia 2 polli al giorno e Caio non ne mangia nessuno, risulta che in media ne mangiano uno a testa. E quindi il povero Caio non solo non mangia niente, deve pagare le tasse pure per il pollo che non mangia.

A seguito di ciò (giustamente) i contribuenti vessati dagli Studi di Settore cominciano a far ricorso e dopo anni (a partire circa dal 2010) la Cassazione comincia a dire che non c’è nulla di automatico.

Se l’Agenzia delle Entrate non dimostra che Caio il pollo se l’è magnato, non deve pagare nulla. Gli Studi di settore insomma non sono una “prova provata” di evasione, ma solo un semplice indizio. Se non ci sono altre prove che dimostrino l’evasione, l’Agenzia delle Entrate si attacca al tram.

E dopo anni di batoste in Cassazione che continua a dare ragione ai contribuenti, gli Studi di settore vengono riformati e trasformati in ISA (indici sintetici di affidabilità) che si limitano a dare una pagella, un voto (da 1 a 10) all’affidabilità del contribuente.

Quindi con gli ISA stop agli automatismi. Semplicemente, per chi ha un voto alto, superiore ad 8 ha alcune agevolazioni, chi è sotto il 6 viene inserito in liste selettive per il controllo.

Ma tanto il numero delle P.Iva con un voto insufficiente sono troppe da controllare e quindi avere un brutto voto non significa per nulla essere controllati.

E quindi la verità e che gli ISA più o meno non se li caga più nessuno.

Almeno sino al 2024.

E che succede mai nel 2024?

Beh succede che il vice-ministro dell’Economia Maurizio Leo ha un’idea veramente originale per mettere in leva i “malcagati” ISA per farli diventare un motore per recuperare soldi dall’evasione. Insomma per portarsi a casa qualcosina dei 100 miliardozzi di tasse mancanti all’appello causa evasione.

E come fa? Tornare agli studi di settore con accertamento automatico non si può, la Cassazione non lo permetterebbe.

Che fare allora?

Leo si spreme le meningi…

…pensa, pensa e ripensa ancora…

…mumble mumble……

e ad un certo punto arriva la trovata GENIALE: bisogna rendere il tutto FACOLTATIVO. Eureka!!! Così la Cassazione è fregata!!

Eh ok ma chi aderirebbe? Chi si metterebbe ad adeguarsi alle medie calcolate dal software in modo facoltativo?

Ottima domanda amico mio… ma il buon Leo ha previsto pure questo: basta mettere un po’ di incentivi per chi aderisce, far cagar sotto chi non aderisce con minacce di fargli il mazzo con i controlli, mettere un pizzico di brivido per le scommesse e il gioco è fatto!

Ecco il piano del machiavellico vice-ministro:

  • incentivi per chi aderisce: chi si adegua in via del tutto facoltativa al risultato del software, la differenza di reddito viene tassata in modo agevolato con percentuali più basse del normale;
  • far cagar sotto chi non aderisce: chi non si adegua verrà inserito in liste selettive e verrà controllato e fustigato come se non ci fosse un domani;
  • un pizzico di brivido per le scommesse: questa parte è la vera “chicca” di tutta la storia! Invece di fare come gli studi di settore ed ISA che si mettono a valutare la congruità del singolo anno DOPO che l’anno si è concluso, qui invece la valutazione di congruità viene fatta PRIMA. In sostanza il software non calcola il reddito congruo nello stesso anno, ma calcola il reddito congruo degli ANNI FUTURI (due anni per la precisione).

L’originalità e la genialità stanno proprio in questa cosa rivolta al futuro: bisogna decide di adeguarsi PRIMA. E se si fa di più rispetto a quanto calcolato dal software il reddito è completamente DETASSATO. Un bell’incentivo ad aderire no?

Visto che la proposta va accettata prima e che il reddito previsto è per i due anni futuri, tutto il sistema viene chiamato CONCORDATO PREVENTIVO BIENNALE.

Quindi in estrema sintesi il Concordato Preventivo Biennale prevede che:

  • sull’anno 2023 vanno calcolati gli ISA come al solito, con relativo “voto in pagella” (da 1 a 10) in base all’affidabilità calcolata dal software;
  • sulla base del voto ISA dell’anno 2023, della crescita prevista in generale e del settore, il software calcola il reddito congruo per gli anni 2024 e 2025. Ovviamente il reddito considerato congruo per il 2024-2025 sarà tanto più alto quanto più basso è il voto ISA sul 2023. Tanto per essere chiari: se nel 2023 hai dichiarato un reddito di 100mila euro e hai un voto 10, il reddito proposto sarà qualcosa come 101mila per il 2024 e 102mila per il 2025 (la crescita del PIL prevista), se invece hai un voto di 4, la proposta sarà qualcosa come 160mila nel 2024 e 165mila nel 2025, perché si presuppone che sei hai un voto 4 nel 2023 hai fatto un bel po’ di nero
  • l’accettazione della proposta per il 2024-2025 è del tutto facoltativa
  • Se accetti la proposta, nel 2024 e 2025 non verrai tassato sul reddito effettivo, ma solo su reddito concordato. E sull’aumento di reddito che il software ti chiede rispetto al 2023 reddito in nero stimato che fai emergere) verrai tassato in modo agevolato. Quello che guadagnerai effettivamente non rileverà. Per cui se farai di più di quanto concordato, la differenza sarà di fatto detassata. Se farai di meno dovrai comunque pagare le tasse sul reddito concordato (e quindi aderire sarà stato svantaggioso, ma fa parte del gioco, hai “perso la scommessa”).
  • Se NON accetti la proposta invece, verrai messo nella lista dei “cattivi” che nascondono il nero… quindi molto probabilmente subirai un controllo fiscale e il reddito in nero te lo trovano loro! E se lo trovano loro, non verrà di certo tassato in modo agevolato come con il concordato, ma ti faranno il mazzo con sanzioni ed interessi!

Capito il giochino? Mediante questo sistema l’astuto Leo si assicura che:

  • Le entrate dello Stato su base 2023 siano garantite ed in aumento in base al PIL;
  • Chi ha fatto il nero sino adesso verrà allo scoperto grazie agli incentivi, assicurando almeno in parte il recupero di quei 100 miliardi mancanti all’appello causa evasione
  • Chi non vorrà far emerge questo “nero” verrà controllato molto più facilmente, essendo molti meno quelli da controllare

Bingo!!

Visto che figata si è inventato il vice-ministro Leo? Ma che dico figata, questa è una figata pazzesca!

***COME LA PENSO VERAMENTE ***

Piaciuta la storiella?

Meno male perché per raccontarla ho dovuto mettermi nei panni del vice-ministro Leo.

E credimi, non è stato facile cercare di capire che c**** gli è saltato in mente per “cagare fuori” (il termine non può essere più adatto) una stronzata del genere!

Sì perché altro che figata pazzesca, per lo Stato il Concordato Preventivo Biennale è una CAGATA PAZZESCA di dimensioni astronomiche!!

E vuoi sapere perché?

Le ragioni sono diverse ma in estrema sintesi (visto che ho già superato le 1500 parole e ‘sto post sta diventando un romanzo) sono queste:

  • chi aderirà al concordato sarà principalmente chi pensa di guadagnare nel 2024 e nel 2025 molto di più rispetto a quanto calcolato dal software, così la differenza di reddito è detassata lo Stato perde soldi)
  • chi invece nel 2024 e 2025 non è sicuro di guadagnare di più rispetto a quanto calcolato dal software, non aderirà al concordato lo Stato non guadagna soldi in più)
  • lo “spauracchio” dei controlli per spingere l’adesione con serve a niente, perché se ci sono circa 70.000 controlli sul campo a fronte di quasi 4 milioni di P.Iva, se anche l’adesione al concordato fosse enorme, tipo 1 milione di adesioni, rimarrebbe sempre 70mila su 3 milioni, pari a meno del 2,5% di probabilità (quindi probabilità di controllo ogni 40 anni)!
  • Inoltre anche controllando non è detto che trovino qualcosa! Se hai un voto basso negli ISA non significa per forza che stai facendo del nero (in alcuni settori peraltro fare nero è impossibile), ma semplicemente che sei “fuori media” (e ciò nella stragrande maggioranza dei casi è fisiologico perché ogni azienda è diversa dall’altra – d’altra parte se sei alto 1,50 e la media di altezza è 1,70 non vuol dire che stai nascondendo 20 centimetri!!)

Quindi di fatto lo Stato altro che guadagnare soldi come hanno previsto nella legge (prevedono di incassare quasi un miliardo di tasse in più)!

Qui anzi c’è il serio rischio che allo Stato il concordato costi un sacco di soldi!

Complimenti Leo!!

Ma la cosa è ancora peggio di così se consideriamo che:

  • la data di scadenza di adesione è il 31 ottobre 2024, in pratica il risultato 2024 è già conosciuto e facilmente confrontabile con il reddito proposto, permettendo “guadagni sicuri” (alcuni miei clienti ad oggi hanno già guadagnato nel 2024 molto di più della somma dei redditi proposti per il 2024 e 2025)
  • le possibilità di “giochini” sono veramente tante: ad esempio se uno ha più aziende, potrebbe aderire con una sola P.Iva al concordato e spostare lì tutti gli utili, in modo tale da pagare zero tasse o quasi sulle altre P.Iva, tanto sull’azienda che ha aderito si pagano tasse fisse a prescindere dai guadagni
  • per il forfettario il concordato vale solo per il 2024, quindi al 31 ottobre capire quanto si farà entro il 31 dicembre non è così difficile, rendendo ancora più facili i guadagni (e facendo pagare ad alcuni forfettari ancora meno rispetto al già poco che pagano ora)

Veramente ottimo lavoro signor vice-ministro, l’Italia aveva proprio bisogno di ulteriori buchi di bilancio!!

*** UN NUOVO PARADISO FISCALE ITALIANO? ***

E alla fine di questo lungo post potresti giustamente pensare: ok, hanno fatto (di nuovo) una legge fiscale del cavolo, ma a me che mi importa?

Beh ti potrebbe importare eccome!!

Di fatto il concordato preventivo biennale se per lo Stato sarà una sicura perdita di soldi, per te potrebbe essere un enorme guadagno!

Sì perché di fatto hanno creato l’ennesimo PARADISO FISCALE ITALIANO, riservato come al solito a pochi fortunati, mentre gli altri possono continuare a schiattare di tasse.

Ma tu potresti essere tra quei pochi fortunati!

Per cui se ancora non il tuo commercialista non ti ha avvisato dell’opportunità, chiedigli tu se potete valutare insieme la convenienza dell’adesione al concordato.

Comunque tornerò a breve con altri post sul tema, quindi stay tuned.

Nel frattempo se nei commenti vuoi insultare i nostri politicanti sei il benvenuto!!

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Se invece vuoi proseguire il discorso con me, e valutare una consulenza di pianificazione fiscale personalizzata, invia un’email a [email protected] per fissare il tuo appuntamento.

Grazie per l’attenzione e a presto!

Claudio Cerutti