Italiani, popolo di santi, poeti ed… EVASORI.
Oppure facendo controlli bancari, ma sono complessi da fare e poi se sono furbi mica lo versano in banca il nero!
E quindi? Come fare per scovarli? Mhmmm… beh potremmo vedere i beni che COMPRANO e POSSIEDONO! Se guadagnano i soldi dovranno pur spenderli no? E lì che noi li becchiamo con le dita nella marmellata! E se spendono più di quanto dichiarano… taaac, il gioco è fatto! Così saranno costretti a pagare quei farabutti!
Ed è così che è nato tanti anni fa il REDDITOMETRO, ovvero uno strumento cosiddetto PRESUNTIVO, per calcolare appunto in via approssimativa e per indizi, se quello che ha dichiarato il contribuente è coerente con il suo tenore di vita.
Il redditometro ha avuto vicende altalenanti: nato nel 1992, lo strumento è apparso subito estremamente vessatorio perché i redditi presunti in base al possesso dei beni (aerei, barche, cavalli, auto, immobili) spesso portavano a risultati fuorvianti.
Questo perché peccava di un difetto logico: il reddito non era tarato sulla SPESA, ma sul POSSESSO di beni il cui mantenimento poteva essere indice di reddito, ma non è assolutamente detto!
Se hai due auto storiche in garage e una casa al mare (magari tutto ricevuto in eredità da tuo nonno), non è detto che tu debba guadagnare tanto per mantenerle!
Ma con la tecnologia del 1992 non si poteva fare altro, l’unica banca dati disponibile in possesso al Fisco erano i beni registrati, quindi case, autoveicoli, barche, aerei, cavalli.
A causa di questo difetto congenito, piano piano quindi il redditometro è un po’ scivolato nel dimenticatoio e usato solo raramente.
Poi con l’avvento della digitalizzazione il Fisco è arrivato in possesso di una marea di dati non solo sulle proprietà, ma proprio sulle spese: pagamento di utenze, contratti di locazione, assicurazioni, mutui, e poi saldi e movimenti dei conti bancari ed infine pure la fatturazione elettronica.
Tra un po’ il Fisco saprà quante volte vai al cesso per presumere quanto spendi in carta igienica!
Grazie a ciò c’è stato un cambio di logica a partire dal 2010: non più PRESUNZIONI sulla base del possesso di beni, ma SPESE EFFETTIVE che l’Agenzia delle Entrate detiene nella sua banca dati.
E la logica è ineluttabile: se io Fisco ho spese certe e segnalate per 100 e tu contribuente hai dichiarato 20, o mi spieghi dove diavolo arrivano gli 80 di differenza oppure ti becchi un bel accertamento dritto dritto nei denti. Con mutismo e rassegnazione tra l’altro!
Ma come al solito il Fisco è ingordo, e a questo sistema praticamente senza difesa (come fai a negare di aver fatto le spese che il fisco ha tracciato??), ha aggiunto una componente STATISTICA: io Fisco ho in mano spese per 100, e allora presumo che in base a medie ISTAT avrai speso almeno 140.
Sbam, cacca pestata.
In questo modo il Fisco ha tirato fuori le medie statistiche stile studi di settore (che poi sono state smontate dai giudici e quindi poi di fatto abrogate).
Dopo vari tentennamenti alla fine il Fisco ha ceduto e nel 2018 tutto l’impianto del redditometro è stato abrogato nell’attesa di stabilire nuove regole.
E nell’anno del signore 2024, precisamente il 20 maggio, indovina un po’… le nuove regole sono arrivate!!
E come sono? Uno schifo. Totale.
E vuoi sapere perché? Perché c’è un infinito elenco di spese fatte di cui il Fisco conosce l’esatto importo e che sono da “giustificare” con un reddito almeno equivalente. E fin qui ok, un po’ da grande fratello, ma ok.
Ma poi, come l’araba fenice risorge dalle ceneri, è resuscitata quella mer** di STATISTICA. Dati presuntivi ISTAT un po’ ovunque.
Si stimano in base a delle belle tabelline inventate spese quali: affitti figurativi, acqua e spese condominiali, manutenzione immobili, manutenzione auto, moto, camper, spese per tram, autobus, taxi, spese per cura della persona, ecc.
E queste chiaramente sono solo le spese INVENTATE di sana pianta (su cui chiederanno le tasse).
Mi può anche star bene (fino ad un certo punto eh) che il Fisco spii ovunque per tirare fuori reddito da tassare. E va bene.
Sai ci sarebbe anche un minimo di privacy da garantire, manco fossimo ai tempi della Gestapo. Ma va bene. Quelle spese ci sono.
Ma sulle spese INVENTATE NO!
Spero che anche questa volta i giudici daranno ragione ai contribuenti e rispediscano al mittente questa ennesima vessazione come hanno fatto con gli studi di settore.
Ma intanto questa è legge dello Stato. Con cui dobbiamo fare i conti.
E quindi? Che si fa? Si aspetta inermi un eventuale attacco del Fisco?
Ma nemmeno per idea!!
Il trucco per difendersi dal redditometro esiste ed è anche relativamente semplice (se sai come applicarlo).
Vuoi sapere qual è questo trucchetto?
Beh se vuoi scoprirlo, lo spiego a Tax Smart a Bologna l’8-9 giugno insieme ad altre mille mila strategie per difenderti dal fisco!
Sei curioso eh?
Vabbè dai il trucchetto te lo spoilero: bisogna usare per quanto possibile lo schermo societario, dato che il redditometro si applica alle persone fisiche e non alle società!
Ganzo no?
Ok lo so cosa ti stai chiedendo ora… come si usa in modo appropriato lo schermo societario?
Eh no mi spiace, questa è davvero troppa lunga, se vuoi scoprirlo vieni davvero al corso!
https://taxsmart.it/
Ti aspetto l’8 giugno a Bologna!
PS: ovviamente tra le spese segnalate come certe ci sono pure gli investimenti, gli assegni all’ex coniuge e pure i soldi messi da parte!! Sei accerchiato!
PS2: tutto è retroattivo e i controlli partiranno dall’anno 2018!
Dottore Commercialista
Fondatore di Numerium: Numeri e tasse spiegati in modo semplice