I bei tempi della Flat Tax all’8%

Facciamo un salto indietro nel tempo, alla fine dell’800, nell’Italia post-unitaria.

Un’epoca in cui la vita era indubbiamente più dura di oggi sotto molti punti di vista.

Eppure, dal punto di vista fiscale, c’era una sorprendente “equità”.

Nel 1864, infatti, fu introdotta un’unica imposta sui redditi chiamata “imposta di ricchezza mobile”.

La sua caratteristica principale? Era una Flat Tax con aliquota unica all’8% per tutti.

Si hai capito bene. 8%. Per TUTTI.

E SENZA LIMITI di reddito.

Niente scaglioni di reddito, niente aliquote progressive che aumentavano all’aumentare del reddito.

Niente regimi speciali, niente agevolazioni, niente di niente. Un bel 8% per tutti quanti e chi si è visto si è visto.

Che figata vero?

Pagare solo 8% sarebbe una vera cuccagna!

Per intenderci: in un paradiso fiscale come Dubai si paga il 9%.

Quindi Italia del 1864 batte Dubai del 2024 di un punto percentuale!!

Per pagare drasticamente meno tasse, altro che trasferirsi a Dubai, bisognerebbe chiamare Marty McFly e il Doc per un bel viaggio indietro nel tempo!!

Ora, non ti ho raccontato questa simpatica storiella per farti invidiare i nostri trisnonni che pagavano molte meno tasse di noi.

Quello su cui ti voglio far riflettere è un altro aspetto: la SEMPLICITA’ del sistema.
8% per tutti e punto.

E per semplicità non intendo l’ “8%”, intendo il “PER TUTTI”.

E se ci pensi non è una cosa di poco conto.

Il sistema fiscale, tassando tutti allo stesso modo era estremamente equo.

Ma non solo.

Stabilendo una percentuale uguale per tutti eliminava completamente la necessità di fare pianificazione fiscale.

Non c’era infatti alcun vantaggio nel cercare di inquadrare le stesse cose con un nome diverso. Tanto paghi sempre l’8%.

A quel punto l’unica scelta è tra:
  1. DICHIARARE, e pagare le tasse
  2. EVADERE, e non pagare le tasse.
Il “come” dichiarare è indifferente. Stessa percentuale di tassazione. Sempre.

Facendo un salto in avanti di 160 anni, il panorama è completamente stravolto.

Non solo ci scordiamo l’8%.

E’ vabbè pazienza, abbiamo pure più servizi pubblici volendo (scuola pubblica, sanità, ecc.), sulla cui qualità e valore rispetto a quanto prelevato dai cittadini ci sarebbe da aprire un capitolo a parte.

Comunque dicevo, non solo ci scordiamo l’8%.

Ci scordiamo pure la SEMPLICITA’ e l’EQUITA’.

Infatti oggi la scelta non è solo tra dichiarare ed evadere. La vera scelta DI oggi è (dato che l’evasione è possibile solo in certi casi ed entro limiti) è COME DICHIARARE.

Mi spiego: hai una P.Iva.

Che percentuale paghi di tasse? Beh DIPENDE.

Dipende da cosa? Da come scegli di inquadrare la tua P.Iva.

Ditta individuale in regime ordinario? Tassazione IRPEF progressiva dal 23% al 43%.

Regime forfettario? Flat tax al 15% (o addirittura al 5% per i primi anni di attività).

SNC o SAS? Come ditta individuale per ciascun socio più l’Irap al 3,9%.

SRL o SPA? Flat tax al 24% più Irap al 3,9%.

Ed in più per tutti i soci lavoranti c’è pure l’Inps al 25%.

Hai già il mal di testa vero?

Beh ma guarda che ti ho solo raccontato la parte più semplice!

Manca tutta la parte (per SRL e SPA) di come far arrivare i soldi dalla società alla persona fisica!

Compenso amministratore? Tassazione progressiva Irpef 23%-43% più gestione separata Inps al 24% o 35%.

Bonus e rimborsi spesa esentasse? Zero in pacca ma con forti limiti.

Royalties? Tassazione progressiva Irpef con esenzione parziale del 25% o 40%.
Distribuzione utile ai soci? 26% fisso.

E potrei andare avanti ancora!

E come li combini tutti questi strumenti?

Beh a seconda di tutte queste scelte che fai (o che NON FAI andando a caso) la tua percentuale di tassazione effettiva può variare da un 30% circa ad un 60% (che in alcuni casi estremi può abbassarsi sino a circa il 20% o alzarsi addirittura a circa il 70%).

E questo SOLO per avere SCELTO un REGIME FISCALE rispetto ad un altro, o meglio, una serie di combinazioni di regimi fiscali rispetto ad altre combinazioni.

Quindi il risparmio delle tasse oggi non è più dato dalla scelta tra dichiarare ed evadere (dato che evadere è possibile solo per piccole percentuali del fatturato e solo in alcuni casi), ma che combinazioni di regimi fiscali scegliere per dichiarare.
E questo può fare la differenza tra un 30% e un 60% di tasse da pagare (quando non tra un 20% e un 70%)!!

Ma come fare per scegliere la combinazione migliore, che faccia pagare la percentuale più bassa possibile?

È proprio per aiutarti a districarti in questa giungla fiscale e farti risparmiare il massimo possibile che ho deciso di creare il corso Tax Smart.

Due intense giornate, l’8-9 giugno a Bologna, in cui entreremo nel vivo di tutte le strategie di pianificazione fiscale per abbattere il carico fiscale in modo assolutamente legale.

Vedremo nel dettaglio come scegliere il regime fiscale più adatto, come strutturare al meglio la tua azienda, come gestire in modo ottimale i rapporti tra soci e società, e molto altro ancora.

Insomma, scoprirai tutte le strategie testate sul campo per pagare solo quello che devi allo Stato, senza regalargli nemmeno un centesimo di più del minimo dovuto.

Per tutte le informazioni sul corso e per iscriverti, clicca su questo link:
https://taxsmart.it/

Ti aspetto l’8 giugno a Bologna.
Claudio Cerutti
Dottore Commercialista
Fondatore di Numerium: Numeri e tasse spiegati in modo semplice